Aggiungi un posto a tavola

Essere invitati a pranzo da una personalità politica o sociale suscita sempre emozione, tant’è vero che ci si prepara con impegno e si è pronti a segnalare la cosa ad altri, con il sottile desiderio di creare invidia e ammirazione. L’antica sapienza biblica, però, ammoniva: «Quando siedi a tavola di un potente, bada bene ai piatti che ti offre: mettiti un coltello alla gola, se hai molto appetito. Non bramare i suoi manicaretti: sono un cibo che inganna » (Proverbi 23,1-3). In pratica, il personaggio ti osserva e ti giudica, perciò frena la tua gola vogliosa...
Dai Vangeli sappiamo che anche Gesù fu non di rado invitato da „figure importanti e autorevoli e possiamo immaginare che un episodio segnalato da Luca nel suo Vangelo (14,7-14) corrisponda a una situazione analoga. Cristo accoglie l’invito in una famiglia benestante che si è premurata di approntare una lista di ospiti illustri. Essi stanno sgomitando cercando un posto a tavola prestigioso, il più vicino all’ospite. Gesù coglie l’occasione per fare anche un po’ di ironia, ma soprattutto per introdurre una lezione di umiltà premiata perché spesso, se non si è umili, alla „fine si può risultare umiliati.
Quello che vogliamo mettere in luce in quell’episodio va nella linea del fi„lo tematico che ha retto le nostre riŽflessioni di quest’anno giubilare: unire la vita familiare alla misericordia generosa sia all’interno, sia nei confronti del prossimo. Gesù, infatti, esaminando i vari invitati, appartenenti o alla parentela del capofamiglia o al suo ceto sociale elevato, propone una regola di galateo sorprendente, per non dire stravagante. Eccola: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i vicini ricchi, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti!» (14,12-14).
È una forte lezione di carità misericordiosa che non ti alza, certo, nel tuo livello sociale ma ti fa ammettere ai primi posti nel Regno di Dio. Se, poi, sulla scia di quanto ha ribadito a più riprese papa Francesco (si pensi all’enciclica Laudato si’), immaginiamo il mondo come una tavola a cui si accosta la famiglia dell’umanità, dobbiamo riconoscere che alcuni pochi si sono accaparrati beni enormi e immani quantità di cibo tanto da avere problemi di dieta. Molti altri, soprattutto quelli del Sud del mondo, sono invece assisi alla tavola con poche derrate e risorse, raccogliendo quasi gli scarti degli altri.
L’appello che dobbiamo rivolgere a noi stessi e ai nostri familiari quando ci sediamo la domenica a mensa è, allora, quello di Gesù al suo ospite: aggiungiamo realmente o idealmente un posto anche per i miserabili della terra. Come ci ricorda la Lettera agli Ebrei, «l’amore fraterno deve restare saldo: non dimenticate l’ospitalità perché alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli» (13,1-2).


10.11.2016



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...