ALÉTHEIA: verità, rivelazione

Questa volta proponiamo una parola che è spesso sulle labbra di tutti: verità. Lo scrittore russo Anton Cechov ironizzava: «Si dice che la verità trionfa sempre, ma questa non è una verità». San Tommaso d’Aquino aveva definito la verità come l’«adeguarsi dell’intelletto con la realtà», cercando in tal modo di fondare l’oggettività della verità conosciuta dall’uomo. Ma, quando si parla di verità nella Bibbia, veniamo condotti in un altro orizzonte, a partire già dal vocabolo ebraico più comune per definirla, ’emet, già da noi spiegato quando abbiamo proposto le parole anticotestamentarie più importanti. Esso, infatti, rimanda piuttosto all’idea di «fiducia» e di «fedeltà»: è vero ciò che Dio attesta con la sua parola e la sua autorità.

Lo stesso vale per il Nuovo Testamento, soprattutto nel quarto Vangelo che ama questo vocabolo. Ora, il termine greco per indicare la verità è alétheia, che letteralmente significa «svelare ciò che è nascosto»: il vero è, quindi, la realtà svelata, è la scoperta dell’essere profondo insito a ogni cosa e in questa linea s’è mossa la riflessione filosofica greca. Ci può essere, perciò, la tentazione di intendere in senso «greco» e «metafisico» le dichiarazioni giovannee di Gesù sulla verità e tutte le altre ricorrenze della parola alétheia nel Nuovo Testamento (109 in tutto). Pensiamo, ad esempio, a quella celebre frase pronunziata durante la festa ebraica delle Capanne in polemica con «quei Giudei che avevano creduto in lui» ma che ben presto si sarebbero da lui dissociati: «La verità vi farà liberi» (Giovanni 8,32). Oppure riferiamoci a quella dichiarazione, altrettanto celebre, rivolta alla donna samaritana: «I veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità» (4,23). Ora, molti hanno interpretato queste e altre affermazioni in chiave spiritualista o intellettualista alla maniera greca classica. La strada interpretativa corretta è, invece, un’altra.

L’evangelista, infatti, usa quel vocabolo greco echeggiando sempre la matrice biblica che abbiamo sopra descritto e che è molto meno ideologica e più esistenziale. Si vuole piuttosto rimandare all’amore di Dio che si svela e dona il suo mistero profondo, la sua parola e la sua salvezza: questa è la verità che la Scrittura vuole insegnare e che il credente deve, sì, apprendere e conoscere ma soprattutto accogliere e vivere. Non per nulla lo stesso verbo «conoscere» nel linguaggio biblico non è meramente intellettivo ma rimanda alla volontà, alla passione e persino all’azione, al punto tale da indicare anche l’atto sessuale di amore. In questa luce si comprende perché si parli di «fare la verità» (Giovanni 3,21), essendo la verità biblica un impegno vitale, espressione della nostra adesione alla rivelazione della volontà divina. Lo stesso «Spirito di verità» è lo Spirito Santo nella sua missione di far accogliere in pienezza la parola del Vangelo di Cristo che è «via, verità e vita» (14,6).

Il Paraclito nella Chiesa ha, quindi, il compito di far comprendere e vivere la rivelazione di Gesù: «Egli vi guiderà alla verità tutta intera (…), prenderà del mio e ve l’annunzierà» (16,13-14). Come Gesù ha preso dal Padre verità e salvezza e l’ha comunicata a noi, così lo Spirito Santo continua nella storia a effondere la «verità» salvifica di Cristo. Concludiamo con un bel passo della Prima Lettera di san Giovanni che illustra il vero senso della parola alétheia/verità nel Nuovo Testamento: «Non amiamo a parole né con la lingua, ma coi fatti e nella verità. Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità» (3,18-19).

 

 


10.02.2022



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...