«Beato il seno che ti ha allattato»

Nell’ormai consolidata abitudine di assegnare una giornata a figure, soggetti, temi più disparati, una domenica – quest’anno quella del 12 maggio – è stata attribuita alla “mamma”. Nella nostra ricerca dei personaggi femminili del Vangelo di Luca non potevamo, allora, non ritornare alla Madre per eccellenza, Maria. Ma lo facciamo con un passo un po’ sorprendente a causa della reazione del Figlio Gesù nei suoi confronti. In verità non è l’unico caso di presa di distanza: più avanti avremo occasione di evocare un’altra scena analoga (8,19- 21). Ma leggiamo il frammento che ora esamineremo.

«Mentre parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: “Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!”. Ma egli replicò: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la osservano!”» (11,27-28). Un proverbio orientale afferma che gli uomini si innamorano attraverso gli occhi, mentre le donne con le orecchie. Il maschio privilegerebbe l’apparenza, mentre la donna l’interiorità. Si tratta ovviamente di una semplificazione che ha, però, un’anima di verità, come appunto accade in questo episodio.

Maria riceve comunque da quella donna una “beatitudine” suggestiva nella sua maternità, che rimane fondamentale per l’umanità del Figlio di Dio. È curioso notare che nell’arte cristiana orientale è presente l’icona della Galaktotróphousa, cioè di Maria che “allatta” il neonato Gesù, un’immagine per altro amata anche dall’iconografia occidentale: per tutte citiamo la tavola della Vergine Madre nutrice che Ambrogio Lorenzetti dipinse nel 1330 e che ora è nella chiesa di San Francesco a Siena. Un antico poeta come sant’Efrem siro (IV sec.) cantava così Maria: «Tu, quando lui era bambino, lo accarezzavi tenendolo abbracciato al petto, mentre da te succhiava il latte».

La replica di Gesù è, a prima vista, piuttosto fredda perché reagisce introducendo una “beatitudine” alternativa rispetto a quella pronunciata dalla donna nella folla. Essa è destinata a coloro che «ascoltano e osservano la Parola di Dio». I due verbi da lui usati sono significativi. Il primo rimanda a uno dei vocaboli biblici fondamentali per indicare l’adesione di fede: shama‘ è, sì, “ascoltare” ma anche “obbedire”. Non per nulla una delle preghiere capitali del giudaismo è Shema‘, cioè «Ascolta!», che continua così: «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio...» (Deuteronomio 6,4-5). Testo caro anche a Gesù che lo considera come il «primo comandamento» (Matteo 22,37-38).

Il secondo verbo greco è phylássô, presente 31 volte nel Nuovo Testamento con altri derivati: esso esalta il “custodire” come un dono la Parola di Dio così da irradiarla in tutta l’esistenza; considerarla come un bene prezioso che alimenta atti e discorsi, un respiro che sostiene l’anima. Ebbene, Maria è Madre non solo perché ha generato il Figlio di Dio, ma lo è – come diceva ancora Luca – perché «custodiva tutti gli eventi [riguardanti Gesù] meditandoli nel suo cuore» (2,19.51). Il verbo greco usato è diverso (synteréin) ma il tema è lo stesso. Ed è per questo che Maria è “beata”: non solo perché ha avuto in grembo e allattato Gesù, ma perché ne ha ascoltato e custodito la Parola.


09.05.2019



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...