Un “prima” e un “poi”

Il calendario liturgico assegna al 25 gennaio la festa della Conversione di san Paolo. La celebrazione era sorta in Gallia nell’VIII secolo in occasione della traslazione di alcune reliquie dell’Apostolo ed era entrata nella liturgia romana solo nel X secolo. Ciò che accadde in un giorno imprecisato tra il 33 e il 35 d.C. è nella memoria di tutti secondo una rappresentazione che comprende, però, infiltrazioni fantastiche. È quello che si scopre, per esempio, nella tela del Caravaggio presente nella chiesa romana di Santa Maria del Popolo: un enorme cavallo occhieggia un Paolo disarcionato e accecato.

In realtà, la descrizione di quella celebre epifania di Cristo risorto, che segnò una svolta radicale nella vita di Saulo e che fu la sua chiamata alla fede e alla vocazione di apostolo, non comprende quella scenografia equestre in nessuno dei tre racconti che ci ha lasciato san Luca nei capitoli 9, 22 e 26 degli Atti degli Apostoli. Eccone il succo nel primo di questi resoconti: «Mentre era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e, cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Rispose: Chi sei, o Signore? E la voce: Sono quel Gesù che tu perseguiti!» (9,3-5).

Paolo ricorda in prima persona questa sua vocazione nella sintesi che fa della sua autobiografia davanti al re Agrippa, ospite del governatore romano Festo nella sua residenza di Cesarea Marittima. Là risiede anche l’Apostolo in attesa di essere trasferito sotto scorta davanti alla suprema Cassazione imperiale di Roma, a cui si è appellato come cittadino romano (Atti 26,12-18). Curiosamente nelle sue lettere egli evoca quel ribaltamento della sua vita solo attraverso tre verbi, due di illuminazione-rivelazione («Cristo è apparso anche a me... Dio si degnò di rivelarmi suo Figlio») e uno di lotta («Sono stato afferrato da Cristo»).

Quest’ultimo verbo, nell’originale greco, suppone il gesto di una mano che impugna dal basso verso l’alto una spada. Ebbene, Michelangelo, ormai vecchio, rappresenta nella Cappella Paolina in Vaticano proprio quell’atto: verso un Paolo accecato e accasciato a terra si protende in un cono di luce la mano divina che vuole raggiungerlo per afferrarlo e condurlo verso l’alto. Quell’evento diventa, così, discriminante: Paolo usa non di rado il ricorso per descrivere la sua storia personale a un “prima” e a un “poi” che sono separati dal “taglio” della via di Damasco.

Dal persecutore Saulo, fariseo fanatico, nascerà l’apostolo Paolo, pronto a confessare che «il suo vivere è Cristo». Ogni vera vocazione ricalca questa antitesi tra un “prima” e un “poi”: basti solo pensare al mandriano Amos che diventa profeta, o al contadino Eliseo che è trasformato in erede di Elia, o ai pescatori del Lago di Galilea destinati a essere discepoli.

La “via di Damasco” è divenuta ormai un simbolo universale per definire la svolta esistenziale e spirituale di ogni vocazione o conversione, anche quelle fallite. Il vero spirito di quell’evento è, invece, messo in luce da un grandioso oratorio, Paulus, che il musicista Felix Mendelssohn-Bartholdy ha composto e fatto eseguire per la prima volta il 22 maggio 1836, con ben 356 coristi e 160 strumentisti. In quell’opera, il “prima” della vocazione cristiana, cioè l’ebreo Saulo, e il “poi” col Paolo apostolo sono interpretati dalle voci di due bassi diversi, quasi a segnare due vite e due storie diverse.


18.01.2018



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...