DIDÁSKALOS: maestro

In uno degli affreschi del Convento di San Marco a Firenze, eseguiti attorno agli anni 1438-46, il Beato Angelico raffigurava Gesù assiso, come in cattedra, su un picco roccioso con l’indice levato nell’atto di ammonire-insegnare, circondato dai discepoli, mentre stava pronunciando il Discorso della montagna. Chi ci segue con continuità ricorderà che la scorsa settimana abbiamo fatto salire sulla ribalta proprio gli apostoli e discepoli. Questa volta poniamo al centro, come ha fatto quel celebre pittore, la figura del Maestro, in greco didáskalos, un termine che è entrato anche nel nostro linguaggio comune (ad esempio, «didascalico»).
La parola risuona 59 volte nel Nuovo Testamento, ed è prevalentemente attribuita a Gesù. Questo sostantivo deriva da un verbo, didáskô, «insegnare», che ricorre 97 volte e che genera vari vocaboli con lo stesso valore, come ad esempio didachê, «insegnamento» (30 volte), che ritroviamo nel nostro termine «didattica». Siamo, quindi, nell’orizzonte dell’ammaestramento, dell’istruzione, della dottrina, ed è per questo che Gesù è per eccellenza definito il didáskalos, il Maestro.
A prima vista, il suo profilo sembra essere quello del rabbì, il «maestro» giudaico accompagnato dal corteo dei discepoli. Esemplare, a questo proposito, è la scena che si svolge nella sinagoga del suo villaggio, Nazaret, quando legge e commenta un passo di Isaia (Luca 4,16-19). Non per nulla l’evangelista incornicia l’episodio con questa frase: «Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode» (4,15). Anche nella sua didattica Gesù si rivela in continuità col mondo culturale giudaico, ricorrendo ai simboli (le parabole), ai detti sapienziali (i cosiddetti lghia), alle citazioni bibliche, all’esperienza concreta esistenziale.
Uno dei massimi esponenti del giudaismo, Nicodemo, membro del Sinedrio, non esitava a interpellarlo così: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro (didáskalos)» (Giovanni 3,2). Tuttavia, proprio per questa origine così alta, nei Vangeli si segnala anche la singolarità dell’insegnamento di Gesù rispetto ai maestri del giudaismo di allora. Infatti, Marco, dopo il primo intervento nella sinagoga dell’altra città meta fondamentale nel periodo iniziale della missione di Cristo, cioè Cafarnao, segnala questa reazione da parte dell’uditorio: «Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità» (Marco 1,27).
Analoga e più esplicita è la reazione della gente che aveva ascoltato il Discorso della montagna: «Le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi» (Matteo 7,28-29). C’è, dunque, un’originalità nella figura del Cristo didáskalos anche perché in quel Discorso per ben sei volte aveva osato reinterpretare in modo radicale e autoritativo le stesse Scritture: «Avete inteso che fu detto agli antichi… Ma io vi dico…» (Matteo 5,21-48). Successivamente tra le ideali quattro colonne che reggono la Chiesa di Gerusalemme, si incontrerà anche la didachê  apostolica, cioè l’insegnamento catechetico: «Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli, nella comunione fraterna, nello spezzare il pane e nelle preghiere» (Atti 2,42). 
Purtroppo nella comunità cristiana s’infiltra anche lo pseudodidáskalos, «il falso maestro» (2Pietro 2,1), oppure si vanno a cercare «maestri secondo i propri capricci» (2Timoteo 4,3). È per questo che già Cristo ammoniva: «Voi non fatevi chiamare rabbì, poiché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli» (Matteo 23,8). San Paolo in questa linea affermava che i cristiani di Corinto avevano, sì, maestri ma non padri amorosi: «Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri: sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo» (1Corinzi 4,15)


30.06.2022



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...