I miracoli di Gesù

È arduo trattare il tema dei miracoli di Gesù in poche righe, quando sono stati scritti su di essi innumerevoli e imponenti saggi e trattati. Diciamo subito che, essendo il miracolo un intervento sovrannaturale, lo storico e lo scienziato potranno solo rilevare e documentare un dato abnorme. C’è, poi, un’altra nota preliminare significativa: quelli di Gesù sono definiti dai Vangeli non con vocaboli “miracolistici” e prodigiosi, bensì come atti di “potere/forza”, oppure “opere” divine o “segni” (soprattutto in Giovanni).

Inoltre, a differenza della mitologia greco-romana miracolistica (ad esempio, il dio Esculapio) e dei Vangeli apocrifi che narrano eventi clamorosi e fin stravaganti, Cristo richiede solo la fede in lui, opera talora in disparte dalla folla ed esige spesso il silenzio. In sintesi, dobbiamo riconoscere che i miracoli di Gesù sono, certo, l’espressione del suo amore costante per i miseri e i sofferenti, ma sono soprattutto una sorta di parabola in azione per dimostrare la sua divinità, sono una rappresentazione efficace della salvezza e della redenzione. Sono appunto un “segno”, ossia sono simili a un indice puntato verso un significato più alto rispetto al dato fisico, pur importante.

In questa luce il miracolo evangelico non è un atto di magia o da prestigiatore, non si compie sotto le luci della ribalta o a comando, non è un gesto da spettacolo o di taumaturgia. Questa sobrietà è rispettata dagli stessi evangelisti che offrono racconti essenziali. Evitano il rischio del mito, immaginando un Dio clamoroso e impressionante (come non di rado accade nell’opinione popolare), ma escludono anche la tentazione del razionalismo che esige prove e dimostrazioni del modus operandi delle tecniche guaritorie di Gesù e degli esiti concreti terminali.

È interessante notare che le fonti antiche esterne, come quelle pagane e giudaiche, riconoscono anch’esse una presenza strana e superiore in alcuni atti di Gesù. Così, il filosofo pagano Celso ipotizzava che Gesù fosse emigrato in Egitto ove avrebbe appreso le arti segrete dei maghi di quel popolo, mentre per il Talmud, la grande raccolta dei testi tradizionali giudaici, la sua condanna a morte sarebbe stata motivata dall’aver «praticato la magia». Si tratta di rimandi evidenti ai miracoli.

Proprio perché non gesti da spettacolo e di autopromozione, essi sono rivolti alle persone sofferenti divenendo espressione d’amore e dimostrazione in azione del regno di Dio che Gesù annunziava in parole. Emblematiche sono le guarigioni degli indemoniati: al di là del fatto che nella cultura del tempo molte malattie erano ricondotte a punizioni di peccati compiuti (cosa che Gesù rifiuta, come nel caso del cieco nato: Giovanni 9,3), questi esorcismi salvifici sono il segno della lotta di Cristo contro Satana e il male. Impressionanti sono ugualmente le guarigioni dei lebbrosi, considerati dalla stessa Bibbia come “scomunicati”: Gesù, invece, li accosta e persino li tocca quasi ad assumere su di sé il male e cancellarlo (Marco 1,40-45).


22.08.2024



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...