Il vecchio genitore

«I vecchi stanchi ch’hanno sé in odio e la soverchia vita». Terribile ma purtroppo vero questo verso della canzone Spirto gentil di Francesco Petrarca. Per molte famiglie uno dei doveri più gravosi è proprio l’accudire i genitori anziani. Nel nostro itinerario su famiglia e misericordia lo affrontiamo con la voce di un nonno biblico, Gesù ben Sira, detto comunemente “il Siracide”, che ci ha lasciato una vasta raccolta di pagine sapienziali tradotte da suo nipote dall’ebraico in greco.
Siamo attorno al 132 a.C. e in Egitto, ove si è stabilito, questo giovane inizia la sua impresa con una premessa: «Mio nonno Gesù, dopo essersi dedicato per tanto tempo alla lettura della Legge, dei Profeti e degli altri libri dei nostri padri, avendone conseguito una notevole competenza, si decise lui pure a scrivere qualcosa su ciò che riguarda la dottrina e la sapienza, perché gli amanti del sapere, assimilato anche questo, possano progredire sempre più nel vivere in maniera conforme alla Legge». Tra i tanti insegnamenti c’è anche quello, appunto, sui genitori anziani (3,1-16).
È un paragrafo a commento del quarto comandamento. Il frutto dell’onorare il padre e la madre è molteplice: si espiano i peccati, si è esauditi nelle preghiere rivolte a Dio, si avrà lunga vita, si otterrà la benedizione del Signore e persino il benessere. Ma la parte più intensa è riservata all’amore misericordioso che dev’essere testimoniato ai genitori vecchi e malati. Le parole, calorose, seguono due registri fondamentali.
Da una parte c’è l’impegno a curare il padre o la madre piombati nella terza età con tutte le conseguenze …fisiche e psichiche: «Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la sua vita. Anche se perde il senno, sii misericordioso e non disprezzarlo mentre tu sei invece nel pieno del vigore » (3,12-13). Com’è evidente, si combatte un atteggiamento ai nostri giorni ancor più duro: considerare gli anziani un peso, uno scarto sociale da depositare in qualche ricovero, dimenticandoli là nella loro solitudine.
D’altra parte, si delinea con ampiezza la ricompensa divina per quest’opera buona che Dio non dimentica, anzi, segna a merito del fedele. Servendo il padre, «si otterrà il perdono dei peccati...; nel giorno della tua tribolazione Dio si ricorderà di te, i tuoi peccati si scioglieranno come brina al calore» (3,14-15). Il Siracide considera anche il caso contrario e la sua condanna è molto forte: «Chi abbandona il padre è come un bestemmiatore, chi insulta sua madre è maledetto dal Signore» (3,16).
È facile essere misericordiosi e generosi con chi si incontra di rado o è lontano. La vera cartina di tornasole dell’amore è la costanza nell’essere vicini a chi è sotto lo stesso tetto e svela tutte le miserie corporali e mentali. L’anziano, infatti, è spesso pedante e pesante; i vecchi si ripetono e i giovani non hanno niente da dire a loro, per cui la noia diventa l’atmosfera che avvolge le diverse generazioni. Proprio per questo è grande e persino eroica la fedeltà di tanti fi…gli che assistono con generosità e delicatezza i loro genitori malati e cadenti.


25.08.2016



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

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