La misericordia ricompensata
Rut nel campo di Booz - Dipinto di Julius Schnorr von Carolsfeld (1794-1872). Londra, National Gallery. «Dio perdona tante cose per un’opera di misericordia!». Chi non ricorda questa invocazione che Lucia rivolge all’Innominato nel cap. 21 de I Promessi Sposi? È una ragazza che desidera costruire col suo fidanzato Renzo una famiglia, ma che la brutalità del potere e del piacere di un tiranno costringe a un lungo calvario. Noi vorremmo, in questo Anno Santo della misericordia, cercare di illustrare il tema attraverso figure bibliche legate alla famiglia, nella gioia e nel dolore.
Questa volta metteremo in scena una storia celebre, che ha per protagonista una donna straniera, Rut, originaria di Moab, che aveva sposato un emigrante ebreo nella sua terra ma era rimasta ben presto vedova. Il libretto biblico che ne racconta la vicenda merita di essere letto integralmente per la bellezza della narrazione e i sentimenti che esprime. La suocera di Rut, Noemi, nativa di Betlemme, aveva seguito i due figli all’estero per sopravvivere a una carestia. Là, però, lei che era vedova aveva perso anche i due figli. Ridotta in miseria, aveva deciso di rientrare nel Paese d’origine.
Proprio in quel momento si era svelato l’animo dolce della nuora Rut, rispetto all’altra donna che aveva sposato il secondo figlio di Noemi. Rut, infatti, aveva scelto di seguire la suocera Noemi con un gesto di misericordia e di affetto profondo. Giunte a Betlemme, era iniziata per le due donne una vita di stenti: sopravvivevano facendo le spigolatrici sui campi di grano, raccogliendo le spighe dimenticate dai mietitori. La legge ebraica, infatti, imponeva questo atto di carità nei confronti dei poveri: «Quando mieterai la messe della vostra terra, non mieterai fino al margine del campo e non raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il povero e per il forestiero» (Levitico 23,22).
È proprio su uno di questi campi di grano che sboccia per Rut una nuova storia d’amore: un ricco proprietario terriero, Booz, si accorge di quelle due donne misere e scopre la bellezza della più giovane, di Rut appunto. La vicenda avrà vari colpi di scena. Alla fine, però, si avrà un happy end con i due sposi che coronano il loro sogno d’amore. Com’è evidente, l’atto di misericordia di Rut è ricompensato da un altro atto di misericordia amorosa, quello di Booz.
Infatti, egli aveva lasciato che le due donne spigolassero anche tra i covoni, anzi ai suoi lavoratori aveva comandato: «Fate cadere apposta spighe dai mannelli per Rut, lasciatele lì, perché le raccolga, e non sgridatela» (2,16). Egli stesso, poi, aveva formulato il principio secondo il quale la misericordia genera benedizione da parte del Signore dicendo a Rut: «Mi è stato riferito quanto hai fatto per tua suocera dopo la morte di tuo marito... Il Signore ti ripaghi questa tua buona azione e sia davvero piena per te la ricompensa da parte del Signore, Dio d’Israele, sotto le cui ali sei venuta a rifugiarti» (2,11-12). Anche Noemi parteciperà di questa benedizione perché potrà stringere tra le braccia il nipotino Obed, nato dal matrimonio tra sua nuora e Booz, e quel bambino diverrà il nonno del re Davide!
13.01.2016
Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana