LÓGOS: parola, verbo, discorso

Immaginiamo di entrare in una casa di Roma attorno agli anni ’60/70 del I secolo. Là è riunita una comunità cristiana, una di quelle che san Paolo saluta nella parte finale della sua Lettera ai Romani (c. 16). Stando sulla soglia, in silenzio, ascoltiamo la catechesi che un presbitero sta tenendo. Egli non parla in latino, che è la lingua ufficiale e colta, ma usa quella più comune a livello popolare e la più diffusa in tutto il mondo di allora, il greco, simile a una sorta di inglese a causa della sua diffusione. È probabile che alcuni miei lettori che hanno fatto il liceo riescano a comprendere alcune parole di quella lezione. La sfida che vorremmo proporre e che lanciamo a partire da questa puntata della nostra rubrica è semplice: di settimana in settimana, fino a dicembre, illustreremo cinquanta parole che tutti i fedeli là riuniti ascoltavano e comprendevano. Sono i termini fondamentali dei testi presenti nel Nuovo Testamento e necessari a comporre il cuore del messaggio originario dei Vangeli, delle Lettere e degli scritti apostolici. Come abbiamo fatto già lo scorso anno per i vocaboli ebraici usati anche da Gesù, li presenteremo anche nei caratteri dell’alfabeto greco, trascrivendoli nelle nostre lettere. Sarà, come vedrete, un esercizio più facile rispetto a quello condotto sull’ebraico. Prima di iniziare il nostro viaggio nel vocabolario cristiano delle origini, ecco una piccola curiosità statistica. Il Nuovo Testamento greco è composto da 138.020 parole, ma i diversi termini usati e ripetuti sono soltanto 5.433, compresi gli articoli e le preposizioni, mentre l’Antico Testamento totalizzava 305.441 parole sulla base di 5.750 vocaboli diversi. A questo punto è facile intuire quale sarà il primo termine che proponiamo: lógos, che significa «parola», ma anche «discorso», e che è entrato in tanti nostri vocaboli, come «teologia», «psicologia», «sociologia» e così via. Tutti ricordano l’avvio di quel gioiello che è l’inno di apertura del Vangelo di Giovanni: «In principio era il Verbo/Parola (lógos) e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio… E il Verbo si fece carne» (1,1.14). Nel linguaggio teologico si afferma che questa è l’Incarnazione, ossia il Verbo/Parola divina, efficace creatrice e salvifica, diventa «carne», cioè umanità, storia, persona in Gesù di Nazaret. Il Nuovo Testamento idealmente comincia, perciò, come l’Antico con la Parola divina: «In principio… Dio disse: Sia la luce! E la luce fu» (Genesi 1,1.3). Ora, però, accade qualcosa di più sorprendente, come spiega lo stesso Giovanni nella sua Prima Lettera: «Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo visto con i nostri occhi, quello che contempliamo e che le nostre mani toccarono del Verbo (lógos) della vita…, quello che abbiamo veduto e udito lo annunciamo anche a voi» (1,1.3). Il Verbo/Parola, il Lógos, è ora una persona visibile, vissuta davanti a testimoni in una regione periferica dell’Impero romano. Potremmo a lungo continuare a illustrare questo vocabolo perché risuona ben 330 volte nel Nuovo Testamento. Aggiungiamo solo un’ultima curiosità. Lógos deriva dal verbo greco légô che incontriamo ben 2.353 volte nel Nuovo Testamento. Ora, questo verbo, che ha dato origine al nostro «leggere», in realtà aveva tre significati originari: «raccogliere» – i fiori in un prato o i frutti di un albero –, «scegliere» come si fa con i libri da leggere, e infine «dire, raccontare, spiegare». Questa trilogia è molto suggestiva per mostrare la bellezza e la ricchezza della parola-lógos che raccoglie, seleziona e rivela i segreti intimi e profondi delle realtà divine e umane.


30.12.2021



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...