BARAK: benedire

Nella Bibbia esistono due tipi di benedizione: quella che discende da Dio e determina una persona o un popolo nella sua vocazione; quella del fedele che dichiara la sua fede e lode al Signore

Questa parola – il verbo «benedire » (barak), col sostantivo «benedizione» (berakah) – presente 398 volte nell’Antico Testamento, rimanda curiosamente al ginocchio, un’immagine delicata (eufemismo) per indicare i genitali, che hanno un valore sacrale come principio della generazione, tant’è vero che il giuramento viene talora siglato mettendovi la mano (si veda Genesi 24,2.9; 47,29). La benedizione divina, infatti, in una civiltà rurale o nomadica si manifestava soprattutto nella fecondità della famiglia del gregge e dell’armento e nella fertilità della campagna. Signifi”cativa è la benedizione che Isacco pronunzia nei confronti di Giacobbe: «Dio ti conceda rugiada del cielo e terre grasse e abbondanza di frumento e di mosto» (Genesi 27,28).

Nella Bibbia possiamo distinguere sostanzialmente due tipi di benedizione. La prima è de”finita dagli studiosi come «costitutiva» perché discende da Dio e «costituisce» una persona o un popolo nella sua vocazione e missione. Suggestiva è la parola che il Signore rivolge ad Abramo in occasione della sua chiamata a Ur in Mesopotamia: «Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e maledirò coloro che ti malediranno e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra» (Genesi 12,2-3: per ben cinque volte risuona il termine barak sopra citato).

Similmente quando Giacobbe o Mosè giungono alla ”fine della loro vita pronunziano benedizioni maestose nelle quali descrivono la situazione delle varie tribù di Israele e la vedono come effetto della benedizione divina che ora viene loro impartita attraverso la mediazione del patriarca Giacobbe-Israele o della guida verso la terra promessa, Mosè (si leggano Genesi 49 e Deuteronomio 33). Proprio perché pronunziata in nome di Dio, la benedizione «costitutiva» è ef”ficace e, una volta detta, non può essere più ritirata o cambiata, come ben sa Isacco che, dopo aver emesso la benedizione destinata al primogenito su Giacobbe, che l’ha ottenuta a scapito di suo fratello maggiore Esaù, non può più reiterarla per quest’ultimo (Genesi 27, 30-40).

Uno splendido esempio di benedizione costitutiva rituale è quella riferita dal libro dei Numeri e assegnata ai sacerdoti perché benedicano così il popolo: «Ti benedica il Signore e ti protegga. Il Signore faccia brillare il suo volto su di te e ti sia propizio. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace» (6,24-26). Il volto divino che brilla nel sorriso rivela una dimensione anche «morale» della benedizione: il Signore dona, infatti, la sua benedizione a chi è fedele e giusto. È per questo che in qualche modo essere benedetti da Dio dipende anche dalle scelte personali e comunitarie, come ricorda Mosè a Israele: «Io pongo oggi davanti a voi una benedizione e una maledizione: la benedizione, se obbedite ai comandi del Signore vostro Dio» (Deuteronomio 11,26-27).

C’è, però, un altro tipo di benedizione, defi”nita «dichiarativa»: essa parte dal fedele che «dichiara» la sua fede e la sua lode a Dio. Eccone un esempio luminoso nel Salterio: «Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia… Benedite il Signore, angeli suoi… Benedite il Signore, voi tutte sue schiere… Benedite il Signore, voi tutte opere sue, in tutti i luoghi del suo dominio. Benedici il Signore, anima mia!» (Salmo 103,1-2.20-22). Anche Gesù farà eco all’orante antico pregando così: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra» (Matteo 11,25).


15.07.2021



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...