Il ragazzo dello scantinato

«Pietà di me? No, no, / tienti la tua pietà per i giovani, / ne hanno più bisogno di me. / Io vecchio potrei fare la mia scelta: / una buona morte. / Ai giovani resta ancora la scelta / fra una realtà irreale / e diciassette canali». Così, il vecchio poeta inglese Peter Russell (1921-2003), vissuto negli ultimi suoi anni in una casa isolata nel Valdarno, descriveva la triste scelta di tanti giovani, affacciati alla virtualità (la «realtà irreale») dello schermo del computer, e incerti su quale delle decine e decine di canali informatici o televisivi sintonizzarsi.

Alla fine in loro può esplodere il desiderio di evasione: vagare per il mondo, inoltrarsi in esperienze stravaganti, precipitare negli abissi delle dipendenze da droghe. È quello che Gesù ha già delineato in una parabola che ha dominato durante lo scorso Anno giubilare della misericordia, quella che vede rappresentata una famiglia a tre attori: il padre e due figli entrambi difficili. Tutti hanno capito che stiamo riferendoci alla parabola del padre prodigo di amore, del figlio maggiore prodigo di ipocrisia e di egoismo e del figlio minore prodigo di evasione e di peccato (Luca 15,11-32).

Abbiamo usato l’aggettivo obsoleto “prodigo” perché, in realtà, non lo merita solo il figlio minore ma, a titolo diverso, anche gli altri personaggi del racconto. Non commentiamo questa parabola che non ha conquistato solo i fedeli ma anche la storia della letteratura. Per tutti gli esempi possibili, citiamo il romanzo dello scrittore agnostico francese André Gide Il ritorno del figlio prodigo (1907), che introduce liberamente e provocatoriamente un altro figlio più piccolo, spinto ad andarsene di casa dal perbenismo domestico e dal padre oppressivo e invitato a non fallire la sua evasione liberatrice, com’era accaduto al fratello rientrato invece a casa ormai sconfitto e rassegnato.

Al di là di questa che è una deformazione dell’anima profonda della parabola di Gesù, mettiamo in luce, ponendoli sullo stesso piano, i due fratelli. Entrambi evadono da una vita autentica. Il primo lo fa in modo fisico, cioè spaziale evidente: «Partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto» (15,13). L’altro lo fa aggrappandosi ai beni materiali e al suo perbenismo che gli riempiono il cuore rendendolo arido, gretto e arrogante. Le due storie, così diverse, in realtà s’intrecciano tra loro.

L’esito, però, si divarica. Dei due figli difficili, l’uno rimane apparentemente sordo ai richiami del padre perché il suo spirito è ormai colmo di sé stesso e non sente nessuna necessità di ragionare o mutarsi. L’altro, trascinando la sua miseria, ritorna dal padre per essere purificato e riaccolto. La prima è una storia di ostinazione, questa è una vicenda di perversione che si trasforma in conversione. Ma in finale ritorniamo alla crisi giovanile che spesso si cela sotto una forma di “autismo spirituale” e umano nel quale difficilmente riusciamo ad aprire brecce.

È ciò che esprimiamo attraverso un ritratto simbolico disegnato da Raymond Jalbert nel suo saggio I ragazzi nello scantinato (1990): «Giù in cantina c’è un ragazzo che cerca di vivere la sua vita in pace. Ma un giorno dovrà unirsi al mondo di sopra e non ce la farà più a sopravvivere. Occhi incollati alla Tv, orecchie sigillate dalle cuffie, lasciato a sé stesso, un estraneo in casa sua». Genitori, educatori, comunità civili ed ecclesiali devono aiutare questi ragazzi a uscire dallo scantinato e a staccare le cuffie per ascoltare una parola e un suono diverso e ad aprire gli occhi su un volto vivo e amoroso, come accadde al figlio minore nella parabola lucana.


23.03.2017



Testo a cura del cardinale arcivescovo e biblista Gianfranco Ravasi. Integralmente riprodotto per la discussione e la riflessione. Fonte: Famiglia Cristiana

Altri articoli

La parrocchia e la sua corale

Nel cuore di Trastevere sorge la basilica dedicata a Santa Cecilia. Varchiamo il portale ed entriamo idealmente in questo splendido tempio, ricco di arte e di memorie storiche. Ci dirigiamo verso il presbiterio e, sotto il baldacchino marmoreo di Arnolfo da Cambio, si è subito attirati da una giovane...

I miliardi e i miliardi di poveri

Miliardi sono i poveri che spesso mancano del necessario per vivere… Del mondo essi sono la maggior parte, miliardi di persone». Per due volte nella bolla di indizione del Giubileo Spes non confundit (n. 15) e nell’enciclica Laudato si’ (n. 49), papa Francesco evoca...

L’indulgenza dell’Anno santo

Benevola disposizione d’animo per cui si è portati a perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui». Così si legge nel Dizionario Enciclopedico Treccani alla voce “Indulgenza”, mentre “Indulgente” è «la persona che, per...

Dall’abisso della colpa alla luce del perdono

Talora la paura dei peccati che scopro in me stesso mi dispera, talvolta invece la speranza della tua misericordia mi sostiene. Ma perché la tua misericordia è più grande della mia miseria, io non cesserò di sperare». Ho soffiato via la polvere del linguaggio quattrocentesco di fra...

Istruire ed educare

Si chiamava Isidra ed era una giovane professoressa di Lettere. Ragazzino di prima media, l’ascoltavo durante le lezioni nella mia cittadina di nascita, Merate (Lecco), in una scuola che in passato aveva visto come alunno anche Alessandro Manzoni. È sorprendente, ma quella docente riuscì a seguire tutto il...

«I discepoli partirono e predicarono dappertutto»

Se non puoi essere un pino sul monte, sii un salice nella valle. Se non puoi essere un albero, sii un cespuglio. Se non puoi essere un’autostrada, sii un sentiero. Se non puoi essere il sole, sii una stella. Cerca di scoprire il disegno che sei chiamato ad essere; poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita»....

Nel ventre sotterraneo di Roma ecco le catacombe

Nel ventre di Roma si ramifica un vero e proprio mondo sotterraneo. Si tratta di gallerie lunghe fino a 12/13 km, distribuite talora su 5 piani con cubicoli e cappelle non di rado mirabilmente affrescate. Stiamo parlando delle “catacombe”, un termine che forse deriva dal greco katà kúmbas,...

Tre percorsi nella Bibbia

Facciamo silenzio prima di ascoltare la Parola di Dio perché i nostri pensieri siano già rivolti alla Parola. Facciamo silenzio dopo l’ascolto della Parola perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Facciamo silenzio la mattina presto perché Dio deve avere la prima...

Delitto, castigo e perdono

La giustizia di questo mondo somiglia alle ragnatele che si trovano nelle tinaie. Dio guardi mosche e moscerini che vi bazzicano vicino: purgano subito il delitto non appena vi si impigliano. Invece i calabroni bucano, passano senza danno, e la suola dello scarpone tocca tutta al ragno». Ho tradotto dal dialetto milanese...

La croce che attira l’umanità

Era il 14 settembre 335, e l’imperatore Costantino – su impulso di sua madre Elena che aveva ritrovato alcune reliquie della croce di Cristo in quell’area – faceva consacrare due basiliche, l’una che accoglieva in sé il Golgota (uno sperone roccioso a forma di...